L’Iran reagirà “come mai prima d’ora” in caso di attacco americano. Lo fa sapere la missione di Teheran all’Onu. Nelle scorse ore, il presidente Usa Donald Trump ha affermato di “sperare che l’Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo”, sottolineando che “il tempo stringe” e avvertendo che “il prossimo attacco” americano contro la Repubblica islamica “sarà molto peggiore” di quello sferrato a giugno 2025.
La missione dell’Iran all’Onu ha scritto su X che Teheran sferrerà una rappresaglia senza precedenti in caso di qualsiasi attacco Usa dopo la minaccia di Trump. “L’Iran è pronto al dialogo basato sul rispetto e sugli interessi reciproci, ma se provocato, si difenderà e risponderà come mai prima d’ora”, ha scritto la missione su X, allegando uno screenshot del messaggio di Trump sui social in cui parlava di una “enorme Armata” diretta verso la Repubblica islamica.
“L’Iran è più debole che mai”: lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio in un’audizione al Senato, affermando che le proteste in Iran possono essersi affievolite, ma torneranno a divampare in futuro. Interrogato sulla stima del dipartimento di Stato su quante persone siano morte durante le proteste in Iran, Rubio ha replicato che si tratta sicuramente di migliaia.
“Speriamo che l’Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo giusto ed equo – NIENTE ARMI NUCLEARI – che sia vantaggioso per tutte le parti. Il tempo stringe, è davvero essenziale! Come ho già detto all’Iran una volta, FATE UN ACCORDO!”, aveva scritto Trump su Truth. “Non l’hanno fatto e c’è stata ‘l’Operazione Martello di Mezzanotte’ (a giugno 2025, ndr), una massiccia distruzione dell’Iran. Il prossimo attacco sarà molto peggiore! Non fatelo accadere di nuovo”.
“Un regime che può mantenersi al potere solo con la forza bruta e il terrore contro la propria popolazione ha i giorni contati“: lo ha detto il cancelliere federale Friedrich Merz a proposito dell’Iran. Merz ha precisato che “potrebbero essere settimane, ma questo regime non ha alcuna legittimità per governare il Paese e se ci sono state decine di migliaia di vittime nelle ultime manifestazioni contro il regime, è evidente che il regime dei mullah può mantenersi al potere solo con il terrore puro”.
Contatti Teheran-Riad-Doha sulle tensioni con gli Usa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo saudita Faisal bin Farhan, durante la quale le due parti hanno messo in guardia dalle pericolose conseguenze di un’eventuale escalation delle tensioni nella regione per la pace e la stabilità regionali. Lo riporta l’agenzia iraniana Mehr, aggiungendo che i due ministri hanno sottolineato la responsabilità condivisa di tutti i Paesi della regione e la necessità di sforzi congiunti per mantenere la stabilità e la sicurezza regionali.
Le crescenti minacce degli Stati Uniti di attaccare l’Iran, se il Paese non abbandona le sue attività nucleari e missilistiche, hanno spinto Araghchi e i suoi omologhi regionali, tra cui lo sceicco del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e l’egiziano Badr Abdelatty, a tenere oggi conversazioni telefoniche separate per discutere la questione, aggiunge Mehr.
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