Zelensky chiede certezze per l’adesione di Kiev all’Unione Europea. “Puntiamo al 2027, ma tecnicamente saremo pronti nella prima metà del 2026”, ha detto nel corso di una conferenza stampa a Vilnius. “Vogliamo una data specifica nel nostro trattato per la fine della guerra, in modo che tutte le parti aderiscano a questi accordi, incluso l’aggressore, in modo che nessuno possa bloccarci in seguito”.
Casa Bianca: “Non sono previsti a breve contatti con Zelensky”
La Casa Bianca ha parlato di incontro di “natura storica”, commentando il vertice sul conflitto tra Ucraina e Russia avvenuto la scorsa settimana ma ha escluso, al momento, nuovi contatti tra Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “L’incontro non ha ricevuto molta copertura mediatica, ma è stato di natura storica: il team del presidente è riuscito davvero a portare le due parti allo stesso tavolo, facendo avanzare la situazione verso la pace”, ha dichiarato la portavoce Karoline Leavitt. Trump, ha aggiunto, “non sta abbandonando il processo di pace” ma “non mi risultano telefonate in programma questa settimana” con Zelensky
Zelensky: “Anticipare il prossimo trilaterale, domenica è troppo in là”
“Ci sono questioni che devono essere preparate per il prossimo incontro. Le discussioni preliminari hanno indicato che le squadre si riuniranno nuovamente domenica. Sarebbe opportuno anticipare tale incontro”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Sono necessari risultati concreti dalla diplomazia, affinché non si abbia l’impressione che anche i russi stiano utilizzando il processo negoziale per uno scopo molto cinico e brutale: respingere nuove misure di pressione contro la Russia che potrebbero effettivamente funzionare. E la pressione è necessaria”, ha continuato Zelensky
Rutte: “Vicini all’accordo sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina”
Le “garanzie di sicurezza” per l’Ucraina sono “prossime ad essere concordate”. Lo dice il segretario generale della Nato Mark Rutte, in audizione alla commissione Sede del Parlamento Europeo a Bruxelles.
“Le garanzie di sicurezza – afferma – sono estremamente importanti. Ci sono tre livelli. Il primo livello è costituito dalle forze armate ucraine, che andranno avanti e saranno la prima linea di difesa. La seconda linea di difesa è costituita dalla Coalizione dei volonterosi, che forniscono addestramento, e daranno anche supporto in termini di rafforzamento militare delle forze armate ucraine”, uno sforzo che sarà “guidato dai francesi e dagli inglesi”.
In terzo luogo, “naturalmente, gli Stati Uniti sono sempre più coinvolti. Come ha detto ieri il presidente dell’Ucraina, e penso che abbia ragione, queste garanzie di sicurezza sono prossime a essere concordate”, conclude.
Anche la Slovacchia andrà alla Corte Ue sullo stop al gas russo
La Slovacchia si unirà all’Ungheria nel presentare ricorso presso la Corte di giustizia dell’Unione europea contro il regolamento europeo che prevede lo stop all’import di gas russo a partire dal 2027. Lo annuncia il ministro degli Esteri di Bratislava, Juraj Blanar, in un post social. “Oggi a Bruxelles, gli Stati membri dell’Unione europea hanno votato il regolamento RePowerEU, ovvero la graduale cessazione delle importazioni di gas russo. La Slovacchia ha votato contro questa proposta”, scrive Blanar.
“Poichè in questo caso la maggioranza qualificata dei voti dei membri del Consiglio Ue è sufficiente per essere accettata, la legislazione RePowerEU è stata approvata nonostante il nostro parere negativo. Non possiamo accettare soluzioni che non riflettano le reali possibilità e le specifiche dei singoli paesi. Pertanto, ci rivolgeremo alla Corte di giustizia dell’Unione europea e inizieremo un’azione per la cancellazione del regolamento RePowerEU sul divieto di importazione dell’energia russa”, aggiunge. Anche il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha annunciato un’azione analoga presso i giudici di Lussemburgo.
Rutte: “Apprezzo se Trump fa bene e non mi spiace pubblichi i miei messaggi”
“Quando il presidente Trump fa buone cose lo apprezzo. E non mi dispiace che pubblichi i miei messaggi”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in audizione alla Commissione Sicurezza e difesa del Parlamento europeo.
Il Cremlino conferma: “Incontro Russia-Ucraina-Usa in settimana”
I colloqui del gruppo di lavoro russo-americano-ucraino continueranno questa settimana a livello di esperti. Lo ha confermato il portavoce presidenziale del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riferito dalla Tass.
Rutte: “Ue vitale, ma senza armi Usa non possiamo aiutare Kiev”
“L’Europa sta ora costruendo la propria industria della difesa, ed è vitale. Ma al momento non può fornire neanche lontanamente tutto ciò di cui l’Ucraina ha bisogno per difendersi oggi e per dissuadere domani”. Il sostegno militare Usa è indispensabile: “Senza questo flusso di armamenti dagli Stati Uniti, non possiamo tenere l’Ucraina in grado di combattere. Letteralmente”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in audizione alla commissione Sicurezza e difesa del Parlamento europeo.
Kiev: “Grazie Ue per lo stop al gas russo, l’Europa è più sicura”
L’Ucraina ha ringraziato l’Unione europea per la decisione di interrompere le importazioni di gas russo entro la fine del 2027. “Salutiamo la decisione con favore”, ha dichiarato il primo vicepremier e ministro dell’Energia, Denys Shmyhal, su X.
Il ministro ha ringraziato la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, e le presidenze di turno danese e cipriota. “L’indipendenza dalle risorse energetiche russe riguarda soprattutto un’Europa sicura e forte”, ha sottolineato.
Zelensky: “Preparativi per nuovi colloqui con Usa e Russia in settimana”
In settimana vi saranno nuovi incontri a tre Ucraina-Russia-Stati Uniti. Ad annunciarlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Ci stiamo preparando per nuovi incontri trilaterali questa settimana”, ha scritto su Telegram.
I colloqui di Abu Dhabi, lo scorso fine settimana, “sono stati il primo formato di dialogo trilaterale dopo molto tempo per porre fine alla guerra. Durante gli incontri sono state discusse una serie di questioni importanti, soprattutto militari, necessarie per porre fine alla guerra”, ha spiegato.
“Si è parlato anche di questioni politiche complesse, che non sono ancora state risolte. Sono state analizzate le posizioni chiave delle parti. E’ stato definito il quadro per il proseguimento del lavoro diplomatico”, ha riferito ancora.
Germania: “La Russia non attacca la Nato perché siamo forti”
“Sappiamo che le minacce ibride sono molto reali qui nella regione del Mar Baltico. Ciò include il fatto che la Russia sta deliberatamente distruggendo i cavi sottomarini. Per un buon motivo, la Russia non sta seriamente considerando un attacco a breve termine sul territorio Nato perchè noi siamo forti”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, in conferenza stampa a Riga con l’omologa lettone, Baiba Braze.
“La flotta ombra non è una minaccia solo perché continua a generare entrate per la Russia. E’ anche una minaccia per tutti gli Stati del Mar Baltico, perché spesso vediamo navi in condizioni tecniche catastrofiche con equipaggi scarsamente addestrati. Immaginate solo una di queste grandi petroliere che si incaglia al largo delle nostre coste. Sia le coste baltiche, lettoni, che quelle tedesche sarebbero immediatamente fortemente inquinate”, ha affermato ancora.
Kiev: “Raid russi su centrali, il Kharkiv e Donetsk al buio”
A causa dei raid russi su impianti energetici ucraini durante la notte gli abitanti delle regioni di Kharkiv e Donetsk sono rimasti senza elettricità. Lo afferma su Telegram il Ministero dell’Energia ucraino. Restano significative carenze di energia elettrica a Kiev e nella sua regione, aggiunge il ministero ripreso da Rc. La situazione rimane critica, con interruzioni di emergenza in atto.
Mosca: “Rinunciando al gas russo la Ue rinuncia alla libertà”
I Paesi della Ue “hanno rinunciato alla libertà” approvando oggi in via definitiva lo stop alle importazioni di gas russo dal 2027. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. “Per ora – ha affermato Zakharova in una intervista con il canale tv Zvezda ripresa dalla Tass – è difficile prevedere con precisione se si tratta di felici vassalli o di infelici schiavi, il tempo lo dimostrerà. Ma in ogni caso hanno rinunciato alla libertà”.
Kiev: “Raid russo danneggia il Monastero delle grotte patrimonio Unesco”
Il monastero delle Grotte di Kiev, un complesso che contiene numerosi monumenti architettonici e inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, ha subito danni a causa di un massiccio raid russo del 24 gennaio sulla capitale. Lo afferma il direttore generale del sito Maksym Ostapenko, ripreso dai media ucraini, affermando che è la prima volta dalla seconda guerra mondiale.
Nel raid è stato colpito l’edificio n. 66, l’ingresso al complesso delle Grotte Lontane, e la chiesa di Annozachatiivska.
Secondo il direttore generale, l’onda d’urto ha distrutto alcune finestre e porte e ha danneggiato anche frammenti delle decorazioni in gesso in numerosi punti.
Ue: “Adesione dell’Ucraina fa parte della ricostruzione ma non c’è nessuna data”
“L’adesione dell’Ucraina all’Ue rappresenta di per sè una garanzia di sicurezza, e pertanto è stata discussa anche nel contesto delle garanzie di sicurezza, ed è inoltre un elemento di prosperità per l’Ucraina una volta raggiunto finalmente un accordo di pace. Non posso darvi indicazioni più precise a riguardo, ma in effetti è stato parte di queste discussioni” sul piano di prosperità per la ricostruzione dell’Ucraina. Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa. “In questo contesto non c’è un riferimento a una data specifica, nel documento sulla prosperità che ho appena menzionato non è indicata alcuna data”, ha aggiunto.
Commissione Ue: “Lo stop al gas russo decisione storica, ora produrre di più nel Mare del Nord”
È “storica” la decisione dell’Ue di vietare le importazioni di energia dalla Russia, e ora per il blocco si rende necessario “produrre più energia propria”. Lo afferma il commissario all’Energia Dan Jorgensen entrando al Vertice del Mare del Nord ad Amburgo, nel corso del quale ha firmato una dichiarazione congiunta di intenti sullo sviluppo di progetti di cooperazione per una rete interconnessa di energia rinnovabile offshore nel Mare del Nord con la ministra tedesca per gli Affari economici e l’Energia, Katherina Reiche, e il segretario di Stato del Regno Unito per la Sicurezza energetica, Ed Miliband.
Il commissario Ue definisce il vertice “molto importante in un momento in cui tutti possiamo vedere come la situazione geopolitica ci metta sotto pressione in Europa. Ciò sottolinea la necessità di diventare indipendenti: abbiamo bisogno di avere la nostra energia autoprodotta”. Quella di fermare l’import di energia russa, finalizzata dall’ok definitivo dato stamattina dal Consiglio europeo allo stop all’import di gas russo dal 2027, è “una decisione storica: significa che non permetteremo più a Vladimir Putin di ricattarci” e che l’Ue non finanzierà più indirettamente la guerra contro l’Ucraina.
“È anche chiaro che non vogliamo sostituire una dipendenza con un’altra. Dobbiamo quindi diversificare, ma prima di tutto dobbiamo produrre più energia propria”, prosegue Jorgensen, sottolineando che il vantaggio dell’eolico offshore e delle rinnovabili in generale “è che sono anche più economici. Quindi, non solo sarà un bene per la nostra sicurezza e incolumità, ma significherà anche che potremo abbassare i prezzi dell’energia e diventare effettivamente più competitivi in Europa rispetto al resto del mondo”, oltre a contribuire agli sforzi di decarbonizzazione, che “si basa sulla nostra capacità di espandere rapidamente lo sviluppo di rinnovabili”.
Tra le sfide più grandi in tal senso sono le tempistiche troppo estese per l’installazione di nuovi parchi eolici offshore, in parte dovuto alle procedure di autorizzazione, ricorda, evidenziando che l’esecutivo Ue ha presentato una proposta per renderle più rapide.
Media: “Raffineria a Krasnodar colpita da droni ucraini”
Una raffineria di petrolio a Slavyansk-on-Kuban, nella regione russa di Krasnodar, è stata colpita in un attacco presumibilmente condotto da Kiev: lo riferiscono media ucraini, citando fonti russe e una fonte legata al governo di Volodymyr Zelensky. The Kyiv Independent, citando media russi, afferma che la struttura è stata colpita con droni. L’attacco è stato confermato dal capo della Direzione centrale del consiglio per la sicurezza nazionale e la difesa ucraino, Andry Kovalenko, citato da Ukrinform.
Stop definitivo dell’Ue al gas russo dal 2027
Il Consiglio Ue ha dato il definitivo via libera al regolamento che porrà fine alle importazioni di gas dalla Russia a partire dall’anno prossimo. Il regolamento prevede che l’importazione nell’Ue di gas dalla Russia, sia via tubo che sotto forma di Gnl venga proibita, con una certa gradualità: il divieto si applica sei settimane dopo l’entrata in vigore del regolamento, mentre i contratti in essere godranno di un periodo di transizione. Un divieto totale si applicherà alle importazioni di Gnl dall’inizio del 2027, dall’autunno del 2027 per le importazioni via tubo. Prima di autorizzare l’ingresso di gas nel proprio mercato, gli Stati Ue dovranno verificare dove è stato prodotto. In caso di violazione, il regolamento, che si applica così com’è a differenza di una direttiva, prevede multe piuttosto salate: minimo 2,5 mln di euro per le persone fisiche e almeno 40 mln di euro per le imprese, almeno il 3,5% del giro d’affari globale o almeno il 300% del giro d’affari stimato derivante dalla transazione incriminata.
In caso di emergenza, o se la sicurezza della fornitura di gas viene minacciata in uno o più Stati membri, la Commissione può sospendere il divieto per un periodo fino a quattro settimane. Il regolamento verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Ue ed entrerà in vigore il giorno dopo la pubblicazione.
Kiev: “A Nikopol attacco russo con un ferito e danni a edifici civili”
Un attacco russo con droni e artiglieria ha provocato un ferito e diversi danni a edifici civili tra ieri sera e la notte scorsa a Nikopol, nella regione ucraina di Dnipropetrovsk: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleksandr Hanzha. “La persona ferita è un uomo di 58 anni, mentre gli edifici colpiti sono una palazzina, un edificio amministrativo, un liceo e un negozio”, ha aggiunto. Danneggiato anche un minibus.
La Russia cita Salvini e attacca: “Zelensky ritarda l’accordo di pace rifiutando la cessione dei territori”
“Il discorso di Zelensky agli europei a Davos è stato un fallimento. Il suo ritardo nell’accettare concessioni territoriali sta ritardando il processo di pace”. Lo ha scritto su ‘X’ Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin per gli investimenti e la cooperazione economica con i Paesi stranieri e direttore del Fondo sovrano russo.
Mosca: 40 droni da Kiev abbattuti stanotte sulle regioni russe
Mosca afferma che le difese aeree hanno abbattuto stanotte 40 droni ucraini sul territorio della Russia. Lo rende noto il Ministero della Difesa russo citato dall’agenzia Interfax. La maggior parte dei velivoli d’attacco senza pilota è stata intercettata sulla regione sudoccidentale di Krasnodar, si precisa. Nel dettaglio, tra le 23:00 del 25 gennaio e le 7:00 del 26 gennaio, i sistemi di difesa aerea hanno neutralizzato 40 droni ucraini su tre regioni russe e sul Mar d’Azov: 34 UAV sono stati distrutti nel territorio di Krasnodar, quattro UAV nel Mar d’Azov, un UAV nella regione di Bryansk e un UAV è stato neutralizzato nella regione di Kaluga, ha affermato il dipartimento in una nota.
Il Cremlino annuncia che i colloqui trilaterali continueranno la prossima settimana
Il Cremlino ha annunciato che i colloqui trilaterali – nel formato cioè in cui si sono svolti ad Abu Dhabi – si terranno di nuovo la prossima settimana.
Mosca: “A Abu Dhabi contatti costruttivi ma ancora molto da fare”
Il Cremlino giudica “positivamente” che i contatti trilaterali tra Russia, Ucraina e Usa siano cominciati ad Abu Dhabi “in modo costruttivo”, ma “c’è ancora molto lavoro da fare”. Lo ha detto il portavoce Dmitry Peskov, citato dalla Tass. “Sarebbe un errore – ha dichiarato il portavoce del presidente Vladimir Putin – aspettarsi una alta efficacia dai primi contatti. È una questione molto complessa, con questioni difficili all’ordine del giorno. Ma il fatto che questi contatti siano iniziati in modo costruttivo può essere valutato positivamente. Ma c’è ancora molto lavoro da fare”.
Cremlino: “Non è ancora previsto colloquio Putin-Trump”
Il presidente russo Vladimir Putin non ha attualmente in programma una nuova telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ma i canali esistenti gli consentono di organizzare un contatto del genere quasi immediatamente, se necessario. Lo ha affermato Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, secondo quanto riporta Interfax. “Al momento non è prevista alcuna conversazione del genere, ma la stiamo coordinando molto rapidamente”, ha detto Peskov ai giornalisti in risposta a una domanda sull’argomento. Ha aggiunto: “Gli attuali canali di comunicazione e dialogo con la parte americana consentono di coordinare immediatamente i contatti bilaterali al massimo livello”.
Droni di Kiev colpiscono raffineria di petrolio russa
Un attacco di droni ucraini ha colpito una raffineria russa, provocando un incendio nello stabilimento di Slavyansk-sul-Kuban, in Russia. Secondo quanto riferisce il media online ucraino Kyiv Post, successivamente ad un attacco di droni ucraini uno dei serbatoi di stoccaggio della raffineria di petrolio di Slavyansk ha preso fuoco. Kyiv Post riferisce che la raffineria era già stata attaccata il 17 dicembre 2025, quando le attrezzature tecnologiche e un oleodotto furono danneggiati da un incendio. L’impianto appartiene alla Slavyansk EKO e ha una capacità di produzione stimata di 5,2 milioni di tonnellate all’anno, sebbene la produzione recente abbia raggiunto circa 4,1 milioni di tonnellate
Zelensky: “Pronti all’adesione all’Ue entro il 2027”
Volodymyr Zelensky ha affermato che è importante che si stabilisca una data concreta per l’adesione di Kiev all’Unione Europea. “Puntiamo al 2027 ma tecnicamente saremo pronti nella prima metà del 2026”, ha affermato nel corso di una conferenza stampa a Vilnius. “Vogliamo una data specifica nel nostro trattato per la fine della guerra, in modo che tutte le parti aderiscano a questi accordi, incluso l’aggressore, in modo che nessuno possa bloccarci in seguito”. Quanto al documento sulle garanzie di sicurezza a dire di Zelensky “è pronto al 100 per cento”. “Stiamo aspettando la disponibilità dei nostri partner, ovvero la data e il luogo della firma. Successivamente, il documento passerà alla ratifica del Congresso degli Stati Uniti e del Parlamento ucraino, secondo i nostri accordi”, ha concluso.
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